Nei d'intorni

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Rocca Calascio è una rocca situata in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, nel territorio del comune di Calascio, all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ad un'altitudine di 1.460 metri s.l.m. È conosciuta per la presenza della rocca, una delle più elevate d'Italia, e dell'antico borgo sottostante, fino a qualche anno fa disabitato e oggi ristrutturato con la creazione di un piccolo albergo con ristorante.

Il castello, che domina la valle del Tirino e l'altopiano di Navelli a poca distanza dalla piana di Campo Imperatore, è situato su un crinale a 1.460 metri d'altezza, in una posizione molto favorevole dal punto di vista difensivo[6] ed era utilizzato come punto d'osservazione militare in comunicazione con altre torri e castelli vicini, sino all'Adriatico.
La struttura, interamente in pietra bianca a conci squadrati, si compone di un maschio centrale, probabilmente preesistente, di una cerchia muraria merlata in ciottoli e quattro torri d'angolo a base circolare fortemente scarpate[4]. L'accesso avviene attraverso un'apertura sul lato orientale posta a circa cinque metri da terra, cui si accede attraverso una rampa in legno, originariamente retrattile[4], poggiata di mensole in pietra.
Il castello, danneggiato dal terremoto del 1703, è stato soggetto a una serie di restauri conservativi tra il 1986 ed il 1989 volti a risanare la struttura e a consentirne il recupero architettonico-funzionale, ed è oggi fruibile gratuitamente ai visitatori.

Le Grotte di Stiffe sono un complesso di grotte carsiche situate in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, nel territorio del comune di San Demetrio ne' Vestini, poco sopra l'abitato e frazione di Stiffe da cui prendono il nome. Si tratta di grotte accessibili e aperte in parte al pubblico con visite guidate a pagamento grazie ad opportuni lavori di valorizzazione iniziati negli anni ottanta e portati a compimento con l'inaugurazione avvenuta nel 1991, rappresentando una delle attrazioni naturalistiche più importanti della provincia aquilana.

La tesi più accreditata è che il nome Sessanio derivi da una corruzione di Sextantio, piccolo insediamento romano situato nei pressi dell'attuale abitato, probabilmente distante sei miglia da un più importante villaggio romano. Altra origine potrebbe essere "des six ans", ovvero dei sei anni. I sei anni sarebbero la condanna dei ladri che venivano incarcerati nella rocca del paese. Un'altra origine del nome deriverebbe da "six anni" posto in cui venivano confinati sotto l'impero romano per sei anni i condannati.

Il lago si trova nella parte più settentrionale della provincia dell'Aquila al confine con il Lazio a nord e la provincia di Teramo ad est, in un bacino montano a partire dai 1340m s.l.m., al centro del territorio occupato dall'omonima Riserva Statale, nel territorio del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Il territorio è dominato dai Monti della Laga, che raggiungono in questo tratto il punto più elevato con Monte di Mezzo (2155m) rappresentando uno spartiacque appenninico secondario, e risulta scarsamente antropizzato con un ambiente montano quasi del tutto integro. Sempre nel territorio transita un tratto della grande Ippovia del Gran Sasso nel suo ramo più settentrionale.

Nelle vicinanze di Assergi è anche il piccolo borgo di San Pietro alla Jenca, originariamente uno dei castelli (conosciuto come San Pietro alla Genca) che partecipò alla fondazione dell'Aquila nel XIII secolo. Il borgo, distrutto già a partire dal XV secolo presenta oggi un paio di piccole costruzioni tra cui la chiesetta di San Pietro, interamente in pietra con interno ad aula unica, celebre per essere stata meta di numerose escursioni del Papa Giovanni Paolo II cui dal 1999 è dedicata una statua posta all'interno della stessa.